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carcere Petrusa |
Queste foto sono state scattate
durante le riprese di un film corto girato nel carcere Petrusa di Agrigento.
Il film, di Fabio De Vecchi, è liberamente tratto da un testo di Adriano
Sofri "Gli angeli del cortile", una favola di Natale nella quale una
guardia carceraria salva un detenuto che tenta il suicidio: ovviamente
a Natale. Gli attori del film sono dei carcerati, persone che fingono
di essere ciò che sono. Le foto riferiscono questo raddoppiamento, la
complicazione di una realtà che si mette in scena, che simula se stessa
ma senza mettersi in posa, fingendo di non fingere. Sono dunque foto
di set, immagini di immagini, anche se alcuni di questi scatti, dove
il contesto della finzione rimane fuori campo, potrebbero essere di
un invisibile fotografo che ha catturato momenti qualunque della quotidianità
carceraria. Se la circostanza che ha reso possibile la ripresa di queste
immagini ne sminuisce o complica il valore documentaristico, è però
anche quella che ha reso possibile un incontro denso di risvolti emotivi,
di tensioni simboliche, di autenticità umana, come raramente accade
nelle normali relazioni sociali. Nello spazio del set, così incerto
fra realtà e finzione, fra la durezza della condizione carceraria e
la sua rappresentazione, si sono conosciute persone che vivono al di
qua e al di là delle sbarre, in due mondi lontanissimi. Alla fine, dopo
due giorni di lavoro, abbiamo salutato i detenuti con la accresciuta
consapevolezza che trovarsi al di qua o al di là di quelle sbarre è
solo un drammatico, terribile dettaglio, nella comune messa in scena
dell'essere uomini.
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